Bisaccia

Bisaccia (IPA: [Bi ‘sa tʃ:ia], Vesazza in dialetto bisaccese) è un comune italiano di 3.846 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Ha origini medioevali, sebbene scavi archeologici abbiano rivelato che il luogo era già abitato nel X secolo a.C. Il clima è molto rigido, a causa della sua altitudine (860 m sopra il livello del mare) e della forte continentalità presente su tutto l’altopiano irpino.

I luoghi più caratteristici del paese sono il Convento, il Castello Ducale, la Cattedrale in piazza Duomo e la chiesa dei Morti.

Il giornale di Bisaccia è “La Torre” che pubblica anche storielle antiche in dialetto, nella rubrica: “Nu Cuntarieddro”, cioè un racconto.

Il luogo dove sorge adesso Bisaccia era abitato fin dall’età del bronzo.

In recenti scavi archeologici sono state rinvenute sulla collina del cimitero vecchio tracce di capanne databili al periodo del bronzo medio (circa 1400 a.C.), su cui si sono sovrapposte le case del periodo arcaico (VI-V secolo a.C.) a loro volta ricoperte dall’abitato del IV.

Nel IX secolo a.C. la civiltà di Oliveto-Cairano, proveniente dalla sponda adriatica e approdate in Puglia presso l’Ofanto, risalendo il fiume, fondò villaggi a Cairano e a Bisaccia.

A Bisaccia e Lacedonia i nuovi abitanti ne sostituivano altri dell’età del bronzo. Qui vi costruirono una necropoli (IX-VIII secolo a.C.) con tombe a fossa e tombe dell’età del ferro che convalida l’antica origine di Bisaccia. In seguito, secondo la tradizione, i Sanniti costruirono sul luogo dove sorge adesso Bisaccia l’antica città di Romulea, dove concentrarono le loro maggiori ricchezze. La città rimase in mano sannita fino al 296 a.C., anno in cui fu attaccata e depredata dal console Publio Decio Mure o, secondo un’altra fonte annalistica, dal console Volunnio: circa 2.300 uomini furono uccisi e 6.000 furono fatti prigionieri.

Gli Irpini, compresi gli abitanti di Romulea, volendo riacquistare la propria indipendenza da Roma, si ribellarono più volte alla Repubblica romana, alleandosi con i Tarantini di Pirro e i Cartaginesi di Annibale.

Dopo la sconfitta di Capua inflitta loro dai Romani, gli Irpini furono ridotti al silenzio e puniti.

Dopo le guerre contro Pirro i Romani, per tener sotto osservazione gli Irpini, costruirono un arx (presidio) a Romulea, sulle rovine dell’Oppidum distrutto nel 296 a.C. Si ignora il periodo esatto in cui l’Arx Romulea è stata costruita: potrebbe essere stata eretta dal censore Appio Claudio Cieco contestualmente al prolungamento della Via Appia o in seguito alla punizione inflitta dai romani agli Irpini (209 a.C.). Il nome Bisaccia potrebbe derivare dal nome di questo presidio romano (Bis arx) oppure da bis acta (fatta due volte).

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